Fierens Re-Poesia Visiva

This is where i post original collages/ visual poems
(re-poesia-visiva ) La lotta poetica continua.
If you're interested in a work or artist'publication (my small press Postfluxpost since 1984 ), feel free to ask me

Il segno totale. Luc Fierens e Francesco Aprile

Il segno totale. Poesia: dalla parola al segno è una mostra di scritture di ricerca che si svolgerà presso il Fondo Verri di Lecce dal 13 al 24 settembre, e che vede dialogare due generazioni poetiche, due approcci che attraverso percorsi diversi si strutturano sulla portata sociale della parola. In mostra opere di Luc Fierens e Francesco Aprile. Poesia verbo-visiva, scritture asemantiche, comunicazione pubblicitaria, giornalismo, new media, si incontrano dettando nuovi ritmi e vicissitudini della parola poetica fattasi segno, lacerazione e incontro, rimembranza archetipa ed esplosione sociale. L’impegno è costante, la militanza appare intrinseca nella ricerca delle nuove possibilità del linguaggio poetico che dalla parola si lega a differenti linguaggi, diventando segno.
Inaugurazione sabato 13 settembre 2014, ore 20:00, presso il Fondo Verri, a Lecce in via Santa Maria del Paradiso.
La mostra rientra fra gli eventi del Bitume Photofest, festival di fotografia contemporanea.
 
 
Luc Fierens, note sull’opera:
Fierens entrò in contatto con performers e poeti del movimento durante gli anni ‘80, e da allora continua a lottare poeticamente, ricercando senza sosta occhi che possano leggere […] attraverso immagini che ti urlano in faccia incazzate, rock. L’Italia per lui resta ancora la terra madre, fertile, che conserva una memoria. E ne soffre il suo richiamo continuo. Non è una questione di mercato, non lo è mai stata, resta invariato il carattere di fenomeno marginale. Come ha già detto qualcuno, la forza della Poesia Visiva sta nell’aver resistito a 50 anni di insuccessi (e nell’aver comunque preso una portata internazionale, aggiungerei io). Nel caso di Luc Fierens la lealtà ai principi è mostrata dalla tenacia e dalla passione con cui si dedica al suo lavoro artistico, e dal bisogno di condividere ciò con qualcuno che possa capirlo. (Elisabetta Falanga)
La ricerca di una consapevolezza sociale è la posizione politica di Fierens. L’andamento etico della sua proposta poetica. Un invito che vivifica un approccio che vede l’arte come momento privilegiato per il raggiungimento di un ordine sociale non repressivo. La parola-immagine appare come segno connotativo della base reale del contesto immaginifico, e volge lo sguardo all’indirizzo possibile di nuovi sviluppi poetici e vitali. L’orizzonte utopico di un possibile reale. Una linea guida. (Francesco Aprile)
 
Francesco Aprile, note sull’opera:
L’efferatezza del simbolo è guerra visiva. Il labirinto poetico confonde la solitudine dell’azione verbale impressa nell’obolo pragmatico. MANIFESTO, riflesso nervoso del linguaggio privo di controllo ma non di obiettivo, inaspettatamente sfiora la reazione convertendo la muta interpret-azione in boato della coscienza. Fonemi-opliti, dall’armatura galvanizzata preparano l’assedio finale, è il momento di scegliere da che parte guerreggiare. Aprile lancia una sfida: l’egocentrismo della parola o il capovolgimento del fronte semantico contro  la  storia, strumento devoto ad una società assente e avvizzita nel foraggiare il luogo comune, questo ultimo fondamento dell’ordine-archetipo. Prepararsi alla disfatta, non soccombere  per occultare il linguaggio accessorio e infiammati dalla poiesi, accostarsi all’esalazione semantica e pregarne la morte. (Cristiano Caggiula)
Il lavoro di Aprile vive nell’esplorazione dell’ineffabile; può non comunicare in modo tradizionale, ma lo fa usando un movimento casuale, un significato casuale, uno sviluppo casuale per recuperare una comunicazione dall’oltre. Uno degli aspetti del lavoro di Aprile è il magistrale uso degli spazi bianchi. Ci sono costruzioni dal controllo intenso. (Bill Di Michele, in Tip of the knife. Visual Poetry magazine, giugno 2014)
Note biografiche:
Luc Fieren (1961, Mechelen, Belgio) è collagista e poeta – provocatore visivo, è attivo in una rete di interrelazioni tra artisti nell’ambito della Poesia Visiva, Arte Postale e Fluxus. Le sue diverse espressività mettono l’accento su linguaggio e immagine come materia prima di esplorazione di forme alternative di comunicazione. In quest’ottica ha promosso un dialogo transnazionale, a partire dal 1984 e già prima della diffusione di Internet, mediante progetti di arte postale (Social-Art, Cornucopiae…) e pubblicazioni (i Postfluxpostbooklets). Attualmente la sua ricerca continua come “architettura sociale” con artisti con i quali scambia, trasmette e finalizza arte e progetti di collaborazione via posta ed e-mail e con i quali organizza incontri, performance, pubblicazioni e mostre. I suoi lavori e le pubblicazioni si trovano in archivi di grande interesse (Archivio R& M. Sackner-Miami, Artpool-Budapest), biblioteche (biblioteca del MoMa, Università di Buffalo), musei (Mart-Trento e Rovereto) e diverse collezioni private.
 
Francesco Aprile (1985, San Cesario di Lecce, Italia) è giornalista, poeta verbo-visivo, aderisce nel 2010 al movimento letterario New Page – Narrativa in store fondato l’anno precedente da Francesco Saverio Dòdaro; qui pubblica, in store, 38 testi (sui versanti della ricerca letteraria, sia narrativa – 33 - che poetica - 5). Dal marzo 2013 la curatela del movimento è a due voci: F. S. Dòdaro – F. Aprile. Nell’aprile 2011 fonda il gruppo di ricerca e protesta artistica Contrabbando Poetico, firmandone il primo manifesto. Nell’ambito della poesia verbo-visiva, suoi lavori sono archiviati presso biblioteche e musei, italiani e stranieri, fra i quali si segnalano il Poetry Library (Londra), l’Akademieder Künste (Berlino). È presente in riviste nazionali e internazionali fra le quali si segnalano Verde (Roma), S/V Revue(Lione), Rivista di Studi Italiani (Toronto), La Clessidra (Edizioni Joker), Letteratura & Società (Luigi Pellegrini Editore), Otoliths (Australia), Il foglio clandestino (Milano), Infinity’s Kitchen (USA) e altre ancora.

I was asked by Matt Taggart  to contribute to the World Wide Blog Hop. I in turn have to ask three other artists. I just realized that and have now just asked my three artists and i’m waiting for their answers. I have asked Thierry Tillier & Benoît Piret  (Belgium) and Kurt Nahar (Suriname). three very active artists/collagists . lets hope they say yes:)

blind -2012

blind -2012

dominare il visibile 2014

dominare il visibile 2014

so here is my interview.

enjoy!

What am I working on? 
I’m working on a duo show for Fondo Verri (Lecce)  Italy with Francesco Aprile so i contributed 20 solo pieces . And i’m working on some pieces for Mail-artprojects (Ukraine,Italy and US) and invitations for Poesia Visiva (vispo) projects .  I did some books for RedFoxPress  (last one:http://www.redfoxpress.com/AB-fierens.html) and i will make  a new one in the near future so i started already a series of works. I like to work in series because then i can  combine  serial images from different sources and combine them to layers. That is basically my work , not making  one page collage  but trying to connect layers of memory  by using sometimes text, words,signs  and images . Most photoshopped images from 90’s till now are slick and falsified so they need to be combined/juxtaposed  to find a “new” truth. I also am working on collab pieces with poets : Helen White and Lies Van Gasse (http://helenliesluc.blogspot.be). 


How does my work differ from others of its genre? 
great question: two answers:

1) i’m not part of the last wave of collagists who use social networks to promote collage(revival?) but started in the 80’s before internet, this “genre” which i call more a movement of resistance has always existed from the Dada & Surrealism experiments and later during  the 60’s (fluxus, lettrism, situationism) through the 80’s (networked collagists /mail-artists like me ) till now

2)  my work is not “pure” collage , my connection of the “genre” collage is made by my research since the 80’s when i started writing experimental poems  because i was studying the Vijftigers, Beat Poets and Van Ostayen . So i wrote experimental poems in a scrapbook and also put images next to them. Images from newspapers : murder of MLK , Bobby Sands etc.  A few years later i started my experimental literary magazine and discovered the Mail-artnetwork (the avant internet pioneer of social networks) . At the same time through an exchange with Italian vispopioneer magazine Lotta Poetica (Sarenco, Paul De Vree & Eugenio Miccini) i discovered that my work was close to Poesia Visiva (italian version of Vispo known to be more political because of the research  of semiotics and semantics of U.Eco, E.Villa, R.Apicella etc.) and i continued to use text/image in my collages/visual poems. For me it is difficult to make the distinction. As networker  i don’t like to be boxed in -isms because i also played with Fluxus (from 1987 till 2013 i made the artist’publication Postfluxpostbooklet - collabs with visual poets/mail-artists & fluxists)  through my mail-artactivities but when the internet took over from the snail-mail i focused more & more  on my re-Poesia Visiva. My visual poems or call them collages when you see no text i guess. These are the elements how my work differ from others. Also i don’t cut my images with scissors but i tear images from newspapers, books and  paper /cardboard etc from all sources. I don’t use photoshop but still make my collages pure analog so no computer treatment only to scan them & distribute 

always shine  A4 - 2012 - private collection -Brussels-Belgium

always shine  A4 - 2012 - private collection -Brussels-Belgium

Why do I write/create what I do? 

i still write, i started writing poetry but i was no good poet and i like to write with images and texts which detourn this reality into a new (to be read/seen) reality i guess. I appropriate images to detour them . I must say i look for thruth. But all reality is false or now photoshopped, what’s left is the beauty of women: “Non ci rest che la donna” (grazie Elish). For me women are the only real beauty which  i look for…….., enjoying the search for real,  in german : my Ubergefuhl ..  In this world of atrocities and cruelties the false reigns and indifference reigns even in slick images in fashionista magazines so it’s up to artists to counter this reality and make it more real instead of a virtual lie. That is why i write/create. May sound political or social but i don’t make collage for decoration .. Why paint nice roses when kids are dieing in Gaza?

Etico - 2014

Etico - 2014


How does your writing/creating process work?
first ,i don’t create every night or day. i usually create in waves and series because i work 4/5 so i have a long week-end .During the week i can gather/select images and then in the week-end i complete the process.  I create  also when the mood strikes, sometimes some hours during the night to finish a piece because the combination of  ”pieces” works .  i also  think about collaging everyday. I think in connections , maybe because as an artist i started as part of a network , not as part of the pyramid of students/teachers/academy/museum/curators. Fluxist, Mail-art, Poesia Visiva and other underground avant-garde networks are still decentralized, someone can start a project and be organizer, curator, printer & publisher and you can work with a museum, library and alternative space if you want and if they respect the openness instead of recuperating or copying your “concepts”. Conceptual art in many ways copied the original ideas of Concrete and Visual poets but these poets were more aware of their social function as commentator/collaborator/artist then as artist/career. Luckily independent curators like Jon Held jr. have continued to work /show integrate the work of artists’ networks in some collections . In september this year some of his collection (http://research.moma.org/mailart/) (incl. my work) & i donated my Postfluxpostpublications)  to MOMALibrary some years ago when Clive Phillpot was librarian.

In Italy a whole family of courageous collectors has always supported the avant-gardes . This resulted in  (incl. my visual poems)  ”Visual Poetry” (italian & world wide) reference catalogue by SKIRA after a retrospective in Venezia/Pavia february 2014 

http://www.skira.net/catalog/product/view/id/6304/s/visual-poetry/